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Mark Ouwehand, dal Guatemala

Ho lavorato per tanti anni in un ufficio di automazione informatica del governo tedesco, ma spesso mi domandavo se non potessi fare qualcosa di più utile con le mie conoscenze informatiche. E la mie preghiere furono esaudite quando incontrai Padre Wasson ed egli mi invitò ad una riunione di NPH sull’argomento Internet. Da allora la mia vita è cambiata totalmente, anche se non ancora forse non l’avevo capito fino in fondo.

 

Così andai in Messico per questa conferenza, considerandola niente di più che una conferenza, prima di conoscere NPH, eccetto attraverso le storie raccontate da altri. Ma quando presi parte alla conferenza, subito mi innamorai di questa organizzazione. Guardavo attorno al tavolo, vedevo tante persone da tutto il mondo, lì a risolvere in poche ore migliaia di problemi. I responsabili delle case NPH, i fundraisers, i volontari…incredibile il rispetto reciproco e l’entusiasmo che portava sempre a trovare una soluzione per ogi problema.

 

Dopo la conferenza, andai a visitare la casa di NPH in Messico, a Miacatlan, chiamata "Azienda San Salvador". Quando fui lì, immediatamente capii cosa fosse veramente NPH; cosa significa prendersi cura di migliaia di bambini. Provvedere al cibo, alla salute, all'educazione ed all'accoglienza con amore ed attenzione per ognuno, quotidianamente. Wow, che immensa organizzazione! E tutti questi bambini che correvano verso di me, toccando il mio cuore con i loro occhi sorridenti e la loro felicità. Di nuovo mi innamorai profondamente.

 

Così, dopo poco, quando mi fu chiesto da NPH di occuparmi del sito internet internazionale e di atri aspetti informsatici, presi la decisione di abbandonare il mio lavoro. Creai il loro sito web, e mi occupai del loro network, e feci un migliaio di piccole cose. Adoravo tutto! Fui così fortunato di essere invitato più spesso alle conferenze internazionali di internet e contribuire alla crescita di altri siti di NPH.

 

Lentamente realizzai di essere più felice all'interno della cultura del Centro America, specialmente vivendo con i bambini di NPH che a casa con il mio lavoro d'ufficio. Dopo alcuni mesi di riflessione, decisi di fare un nuovo passo nella mia vita, così lasciai il mio lavoro d'ufficio, la mia casa e tutte le mie proprietà. (per quelli che si domandano perché non vendetti le mie cose; sembra meglio dare via le cose alle persone che conosci ed ami, che prendere denaro dalle persone che non conosci). Così iniziai a lavorare come volontario, facendo il webreporter per NPH e costruendo i siti per le case dalle case. C'è così tanto lavoro da fare ma io adoro farlo. Questo lavoro mi avvicina a tutti i bambini ed alle loro storie, di cui ve ne voglio raccontare una, la storia di Wilmer, 12 anni, del Guatemala (dove mi trovo adesso).

 

Wilmer ebbe un incidente molto sfortunato alcuni anni fa, quando stava giocando con gli amici nel giardino dei suoi genitori. Il colpo di un cacciatore esplose molto vicino e colpì Wilmer al collo. Si è salvato per miracolo, dovrà restare a letto o su una sedia a rotelle per il resto della sua vita. I suoi genitori sono molto poveri e non possono prendersi cura di lui in modo adeguato, così essi hanno chiesto a noi di prendersi cura di lui. All'inizio era uno sforzo per la sua vita, ma adesso sta facendo dei miglioramenti. Assumemmo due infermiere per prendersi cura di lui 24 ore al giorno. Questo è necessario perché Wilmer non può fare niente senza l'aiuto di qualcuno e la sua salute è ancora molto debole. Puoi leggere altre notizie sulla storia di Wilmer sul sito www.nph-guatemala.org.

La cosa meravigliosa di Wilmer sono i suoi occhi pieni di gioia. Ha una voce bellissima e dolcissima. Scherza sempre e vuole divertirsi, ha uno spirito meraviglioso ed uno humor sorprendente. Sembra che non abbia mai avuto un incidente e questo mi sorprende ogni giorno.

 

Spesso vado da Wilmer a giocare, a scacchi o dama. Guardiamo un po’ la televisione insieme, o facciamo i suoi compiti per casa. E' meraviglioso anche soltanto stare con questo ragazzo, ed è lui a tirarmi sempre su di morale. Quando ha una brutta giornata ed è afflitto da qualche infezione, e sta combattendo veramente per la sua vita, non mi lascia entrare nella sua stanza. La sua malattia lo porta ad essere solo. Questo mi fa stare terribilmente, ma posso capire. Anche a me piace stare solo quando sono malato.

 

In questo momento Wilmer ha una grande piaga aperta sulla schiena, a causa del suo stare troppo a letto. Attualmente dovrebbe andare in ospedale per curare la sua schiena ed anche i suoi polmoni molto deboli. Ma non un ospedale in Guatemala, perché sono molto sporchi e non igienici e abbiamo paura che Wilmer possa prendere altre infezioni. Temiamo per la vita di Wilmer, se egli non potrà andare in un ospedale occidentale, negli Stati Uniti od in Europa. Stiamo cercando di raccogliere fondi per lui, perché le sue cure sono molto costose e la casa NPH dove vive non ha i mezzi per pagare.

Mark Ouwehand

 

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