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Adozione a distanza: ponte d'amore tra Italia e le Case N.P.H.

 

"In questo periodo particolarmente difficile la famiglia NPH si è sentita più unita che mai, bambini, staff e, anche se lontani, padrini e uffici di NPH nel mondo.

 

In Fondazione abbiamo sentito la necessità di sapere come stavano i nostri Padrini, se avevano bisogno di aiuto, abbiamo voluto trasmettere loro i messaggi ricevuti dalle Case NPH e aggiornarli sulla situazione Covid nei vari paesi.

 

E’ così che abbiamo voluto dimostrare la nostra vicinanza ed il nostro affetto. Il nostro e quello dei bambini che hanno subito mandato messaggi di incoraggiamento per i padrini italiani, che in tutti questi anni hanno sostenuto i nostri bambini con tutto il cuore.

Io (Catherine), Cristina, Estelle, Stefania lavorando in smartworking da casa, abbiamo mandato tantissime email, fatto decine di telefonate, alcune molto commoventi; contatti che hanno portato supporto e speranza in più a chi è stato colpito dal virus, a chi soffre di solitudine nell’isolamento o si trova in difficoltà economiche, e sostegno a quelli che lottano in prima linea. Ed è stato bellissimo anche per noi poterci sentire unite a tanti di voi.

 

Desideriamo condividere alcune frasi e storie, testimonianza di come l’attenzione individuale che abbiamo imparato da NPH a rivolgere a ogni singolo bambino, sia importante anche per ogni singolo donatore o volontario. E di come l'adozione a distanza sia un ponte d'amore con le Case NPH anche in questa terribile emergenza.

 

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Il 16 marzo la Fondazione Francesca Rava ha consegnato le prime attrezzature al Policlinico di Milano con la collaborazione di General Electric Healthcare che ci scrive “Vorremmo diventare insieme padrini e madrine di un bambino. E’ importante per tenere insieme il Team in questo momento complesso, in cui si vive in Ospedale  per installare macchinari in Rianimazione.”  Sono in prima linea e sentono il bisogno di creare un forte legame umano tra di loro adottando a distanza una bambina di Haiti.

 

Pochi giorni dopo, la loro figlioccia Angelica scrive ai suoi nuovi padrini “Cari padrini, mille parole non basterebbero per esprimere quello che provo. Ho saputo di quello che fate in Italia nella lotta contro il coronavirus. Sono molto fiera di essere la vostra figlioccia. Che Dio vi benedica e vi dia lunga vita perché siete delle belle persone. Spero di conoscervi meglio grazie alla corrispondenza e magari, un giorno, incontrarvi di persona. Vi voglio bene.”

 

Valentina, madrina da 7 anni di un bambino di NPH El Salvador: “ho visto la pagella e scrivo una letterina veloce al piccolo, in uno dei pochi attimi di tregua di questi giorni...sono medico ospedaliero e non sono momenti facili. Ecco quindi solo un piccolo pensiero per fargli sapere che "ci sono" e sono fiera di lui...grazie di cuore per tutto quello che fate per questi bambini”.

 

Mariella, madrina di una ragazzina di NPH Haiti: “sono una madrina da anni, ora sono commossa dal vostro impegno per Coronavirus. Siete sempre in prima linea e vi ammiro moltissimo. Avrete sempre il mio appoggio. Un grande grazie”.

 

Simone, padrino da qualche mese di un bambino di NPH Haiti: “ci ha fatto piacere ricevere la letterina, finalmente un po’ di gioia in questo momento strano, triste. Grazie per tutto il vostro impegno”

 

Dalla Sicilia, una madrina di un ragazzino di NPH Repubblica Dominicana ”Anche se è un periodo di difficoltà economica, fino a quando c'è da mangiare per la mia  famiglia, ci sarà anche da mangiare per il mio figlioccio!”

 

Purtroppo continua ad aumentare la diffusione del Covid 19 in tutti i Paesi dove operiamo. Per il momento la situazione nelle nostre Case è stabile grazie alle rigide misure di prevenzione adottate, all'impegno di tutti e alla generosità dei nostri Padrini e Madrine.

 

Oggi più che mai dobbiamo essere vicini e sostenerci."

 

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Canale Notizie - 13-05-2020 - Segnala a un amico


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