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Il messaggio di Padre Rick per la Pasqua 2012

 

Si avvicina il momento in cui Cristo risorgerà dai Morti!

 

Grandiosi lampi di luce, trombe, musica celestiale risuoneranno attraversando pianure e montagne. Le catene della morte, spezzate in un battito di ciglia.

 

Canzoni, poesia, e arte attraverso i secoli e i continenti hanno offerto magnifici ritratti di questo momento di giubilo, per affrettare quelli di noi che sono ancora “gementi e piangenti in questa valle di lacrime”.

 

Ricordo di aver visto una volta un commovente quadro di un angelo, impegnato con tutte le sue forze a tirare un Cristo ormai privo di vita, fuori dalla tomba.

 

Ho rivisto questa immagine in molte madri che lottano per strappare i loro figli dalla morte ormai vicina, e ancora più triste, nelle madri che, oltre ogni ragionevole speranza, sperano ancora che un abbraccio vigoroso restituirà al loro cuore impietrito, il loro bimbo ormai senza vita.

 

L’angelo in questo dipinto rivela un mistero, che ci mostra qualcosa come “l’inizio” della Risurrezione. Mostra questo lavoro angelico svolto nel momento più buio, proprio in mezzo tra la redenzione e gloria. Questo grande lavoro di Dio nell’oscurità rende possibile la luce della saggezza e lo splendore dell’eternità. Proprio come il carbone, sotto l’enorme pressione del tempo, diventa un diamante.

 

L’angelo nel dipinto racconta anche resurrezioni più lente, più umili, che vengono dal cuore dell’oscurità.

 

La quarantennale resurrezione della gente di Israele, una trasformazione nel deserto che li portò dall’oscurità della condizione di schiavi a nazione civilizzata, fondata su un codice morale, nato in comunione con l’Unico Vero Dio.

Le scritture ci dicono che Mosè, il loro leader e padre, morì subito dopo aver realizzato la sua missione. Aveva 120 anni e si trovava in vista della Terra Promessa, quando morì in piena coscienza e con tutti i suoi denti!

 

Visto che molte persone molto più giovani di 120 anni hanno già perso coscienza e denti in buona misura, è curioso che questo piccolo dettaglio sulla morte di Mosè faccia parte della Parola Rivelata.

 

Si potrebbe dire che se una persona ha una mente ricca ma è senza denti, le parole scivolate fuori da labbra cadenti non potranno essere abbastanza comprensibili per convincere i presenti di avere davanti una grande testa. I denti di Mosè erano la cornice attraverso la quale era in grado di pronunciare chiaramente e senza riserve le continue rivelazioni e i desideri di Dio.

 

Una tipica frase in Creolo haitiano incoraggia a “mostrare i denti”, nei momenti di grande difficoltà e opposizione.

 

La visione superiore di Dio sul benessere dell’umanità, e gli obblighi che quest’idea impone su di noi in quanto credenti, non segue l’altalena dei trend economici. Indipendentemente dalle stagioni, nelle difficoltà e nel benessere, nei momenti tranquilli e in quelli duri, le aspettative e le richieste di Dio non vacillano. Era molto chiaro per Mosè che tutto il popolo d’Israele andava guidato fino alla Terra Promessa. Nessuna preferenza di classe sociale né una selezione del clero. Anche i più duri e diffidenti non dovevano essere abbandonati. Si trattava di tutti o nessuno, vivere o morire, nessuno lasciato indietro sommerso dal mare.

 

A volte sulla strada trovavano dei fiumi e a volte Mosè doveva far uscire l’acqua dalle rocce. A volte trovavano da mangiare, e a volte Mosè doveva far cadere il pane dal cielo notturno. E tutto questo mentre si trovava anche a dover tollerare momenti di ribellione contro di lui, e persino minacce di morte.

Nell’oscurità Mosè imparò che l’angoscia, se diretta verso l’alto, si trasforma in preghiera, e che il paradiso capisce e aiuta.

 

Povero Mosè. Ha sempre dovuto continuare con la sua missione, anche nei momenti di dubbio, frustrazione e ribellione contro il suo stesso destino.

Mentre si trovava per la seconda volta nell’arido deserto, tra una grande roccia e i suoi seguaci morti di sete (con i quali era arrabbiato), Dio gli comandò di spaccare la grande roccia, e lui preso dalla rabbia la colpì due volte. Le genti bevvero l’acqua miracolosa fino a saziarsi, ma il suo scatto d’ira gli costò l’accesso alla Terra Promessa.

 

Come all’epoca di Mosè le nostre preoccupazioni terrene e le minacce economiche non sono davvero in grado di cambiare la visione di Dio per noi e le Sue aspettative per ciò che siamo chiamati a fare. Questo è particolarmente vero per quelli di noi che portano avanti la missione di Padre Wasson, il fondatore di NPH. I nostri cuori e le nostre Case sono piene di bambini orfani e vulnerabili. I nostri progetti si estendono alle donne marginalizzate e alla gioventù in pericolo.

 

Noi non diciamo mai “Andiamo avanti ma con la metà delle persone nel nostro abbraccio”. No, non è possibile.

 

Crediamo ancora nelle piccole e lente resurrezioni,

crediamo nel lavoro di Dio nell’oscurità.

Mandiamo ancora bambini come Chantal nella Repubblica Dominicana nel tentativo di salvarli con cure più avanzate, e raccogliamo ancora donne abbandonate a morire ai lati della strada, come Marie, perché neanche loro vengano lasciate indietro.

 

Il nostro tormento è diretto verso l’alto e si trasforma in preghiera. L’acqua può ancora uscire dalla roccia. La manna può ancora cadere dal cielo. Se ci crediamo.

 

Colpiamo la roccia due volte a nostro rischio.

 

Grazie di condividere con noi la chiara visione e la luce che ci illuminano il cammino.

 

Grazie inoltre per avere la voglia di mostrare i denti con determinazione fin in fondo.

 

E’ precisamente nei momenti di difficoltà che siamo chiamati a fare la differenza.

 

Un augurio per una Pasqua piena di felicità e grazia, offerto a voi con tanta gratitudine e amicizia.

 

Che la vostra oscurità possa essere ricca di angeli e che la vostra luce vi guidi verso una gioia radiosa.

 

Padre Rick Frechette

Canale Notizie - 15-03-2012 - Segnala a un amico


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