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Team 61, i nostri volontari in prima linea sulle Navi della Marina Militare per portare assistenza anche nel periodo natalizio.

 

Jacklyne, ostetrica di Udine, ha trascorsi le vacanze di Natale a bordo di Nave Borsini per portare soccorso con il team della Marina Militare ai migranti:

 

"Sono un’ostetrica che lavora già da anni, ma so che il mio aiuto sarà a 360 gradi.

Abbiamo accolto 234 migranti in due episodi (15 e 20 dicembre 2015). Solo una donna e una bimba di 5 anni, il resto uomini e adolescenti. Venivano tutti dal Corno d’Africa e con chi parlava inglese tra un pasto e l’altro ho chiesto la loro storia. Spaventati e impauriti si aprivano pian piano con voglia di dire chi sono: raccontare di un’identità persa una volta abbandonata la costa Libica. Mi spiegano di aver lavorato mesi e mesi per comprarsi il biglietto solo andata per il loro “paradiso” inconsapevoli che in Italia non sarà per niente facile. Li ho rincuorati che li avremmo sfamati e aiutati dando il nostro meglio.

Ho potuto lavorare con altri medici a bordo con alla spalle tante missioni di aiuto ai migranti. Mi hanno insegnato molto e spiegato il nostro ruolo di primo soccorso identificando chi era sospetto per malattie infettive, chi scabbia e chi nascondeva cicatrici di una vita sofferta.

I ragazzi della Nave Borsini e il battaglione San Marco sono ben organizzati e sanno come affrontare questi “eventi”. Sanno che tutto si ferma quando vengono trovati i migranti e possono passare ore e ore per il recupero, l’identificazione e il check sanitario dei nuovi arrivati. Sono ragazzi semplici simpatici e molto disponibili che nell’emergenza sanno destreggiarsi al meglio.

Ringrazio la Fondazione Francesca Rava per avermi dato quest’opportunità di mettermi in gioco e poter dare un supporto al team della Marina.

Ricordo di essere rimasta senza parole davanti agli occhi della bimba dalla Repubblica del Gambia che ci guardava tutti vestiti con le nostre tutte bianche come fossimo altri, diversi, forse “salvatori”. Nei suoi occhi ho provato ad immaginare ciò che ha dovuto attraversare quest’innocente. Penso che le persone dovrebbero essere molto caute nel giudicare e polemizzare. Tutti potremmo dover scappare dalla povertà e dalla guerra senza scarpe, senza identità e senza nessuno che ci aiuti. Nel mio piccolo spero di poter partecipare ad altre attività di volontariato come queste per chi attraversa un oceano alla ricerca delle speranza di aver un  lasciapassare per riniziare a vivere."

Jacklyne

Canale Notizie - 11-01-2016 - Segnala a un amico


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