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In Haiti è stato dichiarato lo stato di emergenza dopo che 4000 detenuti sono evasi. Violenza e sparatorie in tutta la capitale. Il tuo aiuto è urgente!

 

5.03.2024_ In Haiti è stato dichiarato lo stato di emergenza dopo che 4000 detenuti sono evasi dal carcere della capitale Port Au Prince. È stato un atto di forza da parte delle bande armate che da mesi terrorizzano e bloccano il Paese, che ora vogliono costringere il primo ministro Henry alle dimissioni.

 

«La situazione qui è gravissima, una escalation di violenza, ma non possiamo perdere la forza e la speranza e continuiamo a portare soccorsi medici negli slums» ha detto Padre Rick, guida di NPH Haiti, nella sua intervista al Corriere della Sera.

 

«Haiti ormai è un Paese fantasma, dove è difficile vedere gente camminare per le strade normalmente. Abbiamo 2 ospedali che dobbiamo riuscire a tenere aperti» ha aggiunto Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione Francesca Rava.

 

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L'appello di Padre Rick

 

Cari amici, mi dispiace per questo messaggio scritto male, non c’è tempo per concentrarsi. In ogni parte di Haiti si combatte, qualcuno per il potere, qualcun altro per la sua vita e per quella della sua famiglia. Ci sono sfollati ovunque, stiamo distribuendo ciò che abbiamo, lenzuola per le mamme che dormono in strada con i loro bambini, acqua potabile in migliaia di piccoli sacchetti, stiamo realizzando 500 kit alimentari e raccogliendo vestiti da consegnare a chi ne ha bisogno. Tutti i negozi sono chiusi, nessuno riesce ad acquistare cibo. In ospedale è arrivato un uomo ferito all’occhio, l’ennesima vittima di uno scontro a fuoco tra le bande criminaili. Ha un disperato bisogno di una trasfusione di sangue, stiamo cercando di fare il possibile, come lui ci sono tante altre persone. Cosa potete fare? Sostenete il nostro lavoro e raccontate. Tutti devono sapere cosa sta succendo in questo Paese.

 

Il nostro lavoro continua nonostante le enormi difficoltà, abbiamo bisogno di aiuto urgente.

 

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Ultimi aggiornamenti

 

7.03.2024_ In Haiti è stato imposto il coprifuoco dalle 6 di pomeriggio alle 5 del mattino nella capitale Port Au Prince e in tutto l'ovest del Paese dopo gli assalti alle carceri. La situazione è fuori controllo.

 

Siamo in stretto contatto con Padre Rick e con il suo team, ci siamo attivati immediatamente per rispondere a tutte le sue richieste, per permettergli di continuare le operazioni di soccorso medico e di assistenza agli sfollati, che sono sempre più numerosi. Stiamo distribuendo kit alimentari, vestiti, lenzuola e acqua potabile alle famiglie in fuga dagli scontri tra bande.

 

L’Ospedale NPH Saint Damien continua a lavorare. La dottoressa Pascale Gassant, direttrice dell’ospedale, ci ha riferito che i medici sono costretti a dormire sul posto di lavoro per non affrontare le sparatorie nel buio. Sono esausti, ma determinati a continuare a salvare vite.

 

 

6.03.2024_ Haiti è ora sotto il controllo delle gang. Il primo ministro Ariel Henry ha lasciato il Paese settimana scorsa e non è più rientrato.

 

Tutti i nostri sforzi sono per fare in modo che i bambini accolti nella Casa NPH di Kenscoff, oltre 500, continuino a vivere in un posto sicuro.

 

Qualcuno di loro è arrivato da poco, qualcuno è riuscito a scappare dalla violenza delle gang insieme ai suoi genitori, qualcun altro ha perso la mamma o il papà nelle sparatorie per strada.

 

 

26.02.2024_In Haiti negli ultimi giorni le ostilità tra bande armate si sono intensificate. In numerosi quartieri della capitale Port Au Prince ci sono sparatorie, barricate e posti di blocco.

 

La Scuola NPH di Kenscoff, gratuita e aperta a tutti, si trova nell’entroterra ed è arrivata ad accogliere oltre 1000 bambini scappati dalla città con le loro famiglie per cercare riparo dalla violenza.

 

Sentirsi al sicuro è alla base del concetto pedagogico della famiglia NPH: i bambini e i ragazzi che si sentono protetti possono superare i loro traumi e riprendere a sperare in un futuro migliore.

 

 

21.02.2024_Secondo gli ultimi dati ONU, gennaio 2024 in Haiti è stato il mese più violento degli ultimi due anni, con almeno 1.108 persone uccise, ferite o sequestrate.

 

Negli ultimi giorni la situazione nelle principali città haitiane è diventata ancora più caotica e pericolosa a causa di numerose manifestazioni che hanno chiesto le dimissioni del primo ministro. È guerra civile.

Padre Rick e il suo team stanno aiutando oltre 10.000 sfollati provenienti da tutto il paese, molti sono rimasti feriti nelle sparatorie e hanno bisogno di cure urgenti. Siamo riusciti a distribuire nelle scuole oltre 5.000 kit, ognuno con cibo sufficiente per preparare due pasti per 8 persone.

 

Canale - 07-03-2024 - Segnala a un amico


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