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"Coltivo la terra anche in memoria di mio papà". La storia di Sherlin, 17 anni, accolto nella Casa NPH in Perù.

 

Sherlin* ha 17 anni. È entrato a far parte della famiglia NPH Peru nel 2011 con i suoi due fratelli, Michell* e Marcel*. Ha terminato il liceo lo scorso anno e attualmente sta svolgendo il suo anno di servizio a Casa Santa Rosa, la Casa NPH.

Ogni giorno aiuta a preparare i pasti per tutti  i 78 bambini accolti e i 54 dipendenti della Casa.

 

Quando è nato, la sua famiglia viveva a Santa Ana, un villaggio rurale situato a 15 km da Casa Santa Rosa, alla periferia del popoloso distretto imperiale della provincia di Cañete.

Sherlin non ha molti ricordi di suo padre Juan, è morto quando lui era molto piccolo. Ma ricorda molto bene come suo papà fosse un abile agricoltore "mio padre era appassionato di frutta, coltivava tante specialità", racconta.

 

L'agricoltura e l'allevamento sono i modi più comuni di guadagnarsi da vivere nel piccolo villaggio di circa 3.000 anime da cui provengono Sherlin e suoi fratelli. L'agricoltura è ancora fatta seguendo le tecniche tradizionali di base della regione andina. In un anno buono, possono produrre abbastanza da mangiare e avere qualcosa in più da vendere. Questa agricoltura di sussistenza offre l'unica fonte di reddito regolare per la maggior parte delle famiglie nelle zone rurali di Santa Ana.

Cotone, patate dolci, viti e frutta sono le colture più coltivate nella zona bassa di Cañete. Qui i terreni agricoli sono molto produttivi grazie alla forma pianeggiante e all’attraversamento di rogge che

distribuiscono l'acqua del fiume Cañete.

 

La casa in cui è cresciuto Sherlin non è sempre stata però un ambiente felice. I suoi genitori hanno faticato a trovare un lavoro stabile e spesso litigavano, trascurando Sherlin e i suoi due fratelli. La loro casa spesso era inadeguata e il cibo scarso.

La nostra casa era molto piccola e il soffitto di metallo aveva molti buchi. Quando pioveva, sentivi le gocce battere forte e le perdite potevano inondare la casa. Le pareti erano fragili, quindi in inverno faceva molto freddo. Quando non mangiavamo niente, sentivi ancora di più il freddo dentro le ossa", ricorda.

 

Quando Sherlin aveva 8 anni è stato accolto nella Casa NPH Santa Rosa, insieme a suo fratello di 10 anni, Marcel e alla sua sorellina, Michell, di 3 anni. “Quando sono arrivato" continua "ho dovuto seguire una dieta speciale perché ero malnutrito. Non mangiavamo molto a casa perché i miei genitori non avevano un lavoro fisso. I medici erano un po' preoccupati perché la malnutrizione avrebbe potuto provocarmi effetti sullo sviluppo a lungo termine. Ancora oggi, i tios me lo ricordano ma sono felici di vedere che ora sono in salute".

Oggi suo fratello maggiore, Marcel, ha 19 anni e fa parte del programma studentesco universitario sostenuto da NPH. Si sta laureando in Turismo presso l'Università di Cañete.

Sua sorella, Michell ha 13 anni e vive nella sezione interna della Casa che accoglie le ragazze "Señor de los Milagros".

Sherlin è un giovane calmo, rispettoso e responsabile. Gli piace lo sport, gioca a calcio", afferma Eddy Martinez, assistente sociale della Casa, “dedica gran parte del suo tempo a piantare e curare piante e alberi da frutto nel piccolo giardino vicino alla sua casetta".

L’agricoltura è una passione che condivide con suo fratello Marcel nei fine settimana. Anche Marcel coltivava frutti quando viveva a Casa Santa Rosa. Quando è partito per l'università ha lasciato a Sherlin il compito di prendersi cura di banane, pomodori e  cetrioli. Sherlin non solo ha assunto questo compito ma ha ampliato i tipi di frutta e verdura coltivati.

"Ho imparato a far germinare i semi guardando dei video su YouTube, poi ho iniziato a coltivare lattuga, peperoncino e frutto della passione. Quest'anno ho piantato fichi, banane e patate dolci quindi spero di raccoglierli presto. Mi piacerebbe usarli per fare succhi e dolci per i bambini, in particolare i bambini dell'asilo. O forse potremmo pensare di venderli all’esterno. Potrebbe essere un piccolo modo per ripagare NPH per l'immenso supporto che riceviamo qui" dice.

 

Sherlin vuole studiare agronomia all’università perché respira un senso di libertà e pace quando è nei campi, ha un legame speciale con le piante e gli animali. E’ il suo ultimo anno a Casa Santa Rosa ma è entusiasta del suo futuro. “So che l'anno prossimo lascerò questa casa per iniziare i miei studi universitari. Molte cose nella mia vita probabilmente cambieranno ma mi sento calmo perché so che NPH continuerà a sostenermi. Farò parte del programma di studi universitari, proprio come mio fratello".

 

Un giorno vorrebbe gestire una sua fattoria. Si immagina lavorare la terra come suo padre, insegnando agli altri ciò che ha imparato. Il suo sogno è piantare negli stessi campi che un tempo appartenevano a suo padre e immagina di esportare frutta peruviana in altri paesi. “Perché non mandarli anche nei paesi dei nostri padrini?” aggiunge “Questo è il mio sogno, sicuramente anche a mio padre sarebbe piaciuta questa idea”.

 

Sherlin ritiene che l'agronomia sia un'attività molto pratica, uno dei motivi principali per cui l'ha scelta come sua specializzazione. Sa che include conoscenze teoriche che gli consentiranno di lavorare la terra in modo più produttivo ma è pronto per la sfida universitaria e per i vantaggi che offrirà. "Posso già coltivare alcune colture con quello che so già sull'agricoltura", dice, "ma capisco anche che se voglio davvero dedicare la mia vita a questo, ho ancora molto da imparare".

 

La raccolta dei campi è la sua parte preferita della vita agricola. Quando è la stagione del raccolto, Sherlin è il primo ad arrivare e l'ultimo ad andarsene dalla fattoria. Gli piace vedere i risultati

dell'intero processo di lavorazione della terra, prova una grande soddisfazione nel vedere i raccolti pronti per essere portati in cucina.

 

Ci sono due grandi aree di piantagione a Casa Santa Rosa. La più grande copre due ettari (quasi 5 acri) e in questa stagione sono coltivate patate dolci e carote. Nell’altro campo, che misurava 2.500 m2 (oltre mezzo acro), si coltiva un mix di frutta e verdura come avocado, mela, arancia, cipolla, pomodoro e sedano.

L'ultimo raccolto è stato produttivo. 61.020 chilogrammi di patate dolci raccolte, con ogni chilogrammo venduto a $ 0,06 e profitto di $ 3.661,20. Il raccolto di carote pesava 24.103 kg, venduto per $ 0,05 al chilogrammo, generando $ 1.200,65. Questo reddito può essere investito nel prossimo raccolto e utilizzato per coprire altre spese per la casa NPH.

 

Casa Santa Rosa dispone anche di un piccolo bio-giardino dove da qualche mese è stato installato un nuovo impianto di irrigazione, donato da un’azienda innovativa che offre soluzioni di irrigazione

efficienti. Questo nuovo sistema aiuta a risparmiare acqua utilizzandola in modo più efficace. “In questa stagione, nel bio-giardino abbiamo coltivato lattuga, cetriolo, peperoncino e frutto della passione. Tutti questi prodotti vanno direttamente nelle cucine NPH per preparare pasti sani per i bambini”.

 

Attualmente, Sherlin si occupa anche degli animali della fattoria. Dopo aver aiutato in cucina, dà da mangiare a maiali, conigli, porcellini d'India e galline. Parte della carne e delle uova dell'azienda viene venduta ai mercati locali, mentre il resto va direttamente alle cucine NPH. Il consumo di cibo autoprodotto dai programmi sostenibili, sia dal bio-giardino che dalla fattoria degli animali ha ridotto i costi alimentari di NPH Perù di circa 2.000 dollari l'anno scorso.

 

Sherlin non ha molti ricordi di suo padre ma sicuramente ne ereditato la passione per il lavoro della terra. Tra pochi mesi lascerà Casa Santa Rosa e inizierà a studiare agronomia. L'agricoltura fornisce a Sherlin un modo per collegare il suo presente con il suo passato. “Non conoscevo molto bene mio padre, ma penso che sarebbe orgoglioso della mia decisione. L'agricoltura è un modo per ricordarlo ed è un'opportunità per sentirmi legato a lui".

 

CI SONO TANTI MODI PER SOSTENERE LA FAMIGLIA NPH PERU':

 

— CON L'ADOZIONE A DISTANZA DI UN BAMBINO O RAGAZZO ACCOLTO, CLICCA QUI

 

— DONANDO UN ALBERO PER UNA CASA NPH!

Tutte le Case N.P.H. si trovano in paesi poveri carenti di beni essenziali e in condizioni di grave degrado ambientale. Donando un albero contribuisci a migliorare l’ambiente e raggiungere l’autosufficienza così da garantire ai bambini e ai ragazzi un’alimentazione sana su base permanente e quotidiana.

Questo progetto concorre al raggiungimento degli obiettivi n. 1/2/3/11/12/13/15 della nuova Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU.

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