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La storia di Ophani, cresciuta nella Casa NPH a Kenscoff in Haiti

 

Ophani, 24 anni, racconta il suo ritorno nella Casa NPH in Haiti dove è cresciuta, per poter accudire i suoi “fratellini” durante la pandemia da COVID-19 e le gioie di avere dei padrini che da lontano ti sostengono.

 

 

Caro mondo,

come state? Come stanno i vostri amici, le vostre famiglie e il vostro lavoro?

Per me le cose stanno andando molto bene, anche se c'è questa brutta pandemia che imperversa e non smette di obbligarci a cambiare i nostri piani e ridisegnare i nostri obiettivi.

Da quando è arrivata, mi sono resa conto che tutti abbiamo davvero paura di perdere i nostri cari, e capisco anche che proteggerci è la cosa migliore che possiamo fare, ma sono ancora preoccupata per il mio paese, la mia famiglia, i miei amici e i miei studi perché il COVID-19 ha messo tutto in discussione.

Qual è il mio futuro? Ad Haiti, l'attuale tasso di inflazione è del 23,8% e il costo della vita aumenta ogni giorno poiché non produciamo abbastanza e importiamo più di quanto esportiamo, quindi cresce la preoccupazione per la mia famiglia, le persone che amo e me stessa.

Quello che spero è che tutto possa andare meglio, perché vorrei finire l'università e trovare un lavoro. Se però le cose non andranno come spero, dovrò a malincuore trovare un modo per lasciare Haiti e ritrovare il gusto per la vita altrove.

Dopo che il presidente ha dichiarato che tutti dovevano rimanere in isolamento, mi è stato chiesto di venire Kay St. Helene, la Casa NPH a Kenscoff in Haiti, dove io sono cresciuta, per aiutare i bambini più piccoli e per dare supporto in cucina. Sono responsabile di un gruppo di ragazze tra i 9 ei 13 anni e le aiuto il più possibile, perché sono giovani, hanno bisogno di rimanere in equilibrio, di affrontare i cambiamenti e di non stressarsi troppo.

Ricordo quando sono arrivata per la prima volta nella Casa NPH. Nell'agosto 2004, con mio fratello, e avevo sette anni. I miei genitori erano appena morti e vivevamo con alcuni vicini, ma non potevano più prendersi cura di noi, quindi hanno contattato NPH per chiedere aiuto.

 

Da quando sono arrivata per la prima volta a Kay St. Helene, ho sempre considerato i padrini come persone che vogliono dare un’occasione a dei bambini vulnerabili e a rischio, indifesi, permettendo loro di avere accesso ai piaceri della vita. L'istruzione, una famiglia, i valori della vita. I padrini sono per me persone su cui contare, come dei genitori. Mi sono sempre assicurata di rimanere in contatto con i miei padrini con lettere e disegni. Mi è sempre piaciuto molto mantenere una corrispondenza.

 

Con l’adozione a distanza sono stata in grado di capire il ponte tra i donatori, i padrini e i bambini, e sono molto grata per il lavoro che fanno. I miei padrini sono venuti in mio aiuto, si sono presi cura di me e tengo molto a loro.

 

Per me siete angeli. Siete persone speciali con un grande cuore. Vi abbraccio da lontano

Con affetto

Ophani*

 

*I nomi dei bambini/ragazzi sono stati modificati per proteggere la loro privacy.

 

Ophanie è nel programma universitario Don Bosco e studia Mangement ed Economia presso l'Università Quisqueya. Spera di finire gli studi nel 2022. In futuro vorrebbe diventare ingegnere o economista. Per maggiori informazioni sull'adozione a distanza, padrini@nph-italia.org, oppure cliccate qui.

 

Canale Notizie - 26-01-2021 - Segnala a un amico


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